Il mio lavoro si basa su un approccio a orientamento psicodinamico e psicoanalitico che considera la persona nella sua unicità. L’approccio psicoanalitico si fonda sull’idea che molti dei nostri modi di sentire, pensare e relazionarci abbiano radici profonde nella nostra storia personale.
Attraverso il dialogo terapeutico è possibile comprendere meglio questi aspetti, dare significato ai propri vissuti e aprire nuove possibilità di cambiamento e di benessere. Integro strumenti della psicoterapia con l’Analisi Immaginativa, un metodo che utilizza le immagini interiori, la fantasia guidata e il linguaggio simbolico per accedere in modo più profondo al mondo emotivo e inconscio.
Questo metodo include la possibilità di parlarsi non solo con le parole, ma anche con il linguaggio del corpo e delle immagini.
Le immagini diventano così uno strumento potente per dare significato all’esperienza e promuovere una maggiore consapevolezza di sé.
In Analisi Immaginativa avviene una comunicazione intima tra due corporeità, quella del terapeuta e quella del paziente che è analoga al modello madre-bambino.
La possibilità di rappresentare una scena immaginaria come libera associazione collegata ai vissuti e alle comunicazioni portate dal paziente, permette di attivare quell’area che dà vita a quell’Io infantile a volte pietrificato e anestetizzato.
Se l’immaginario è l’esperienza di modelli relazionali presenti nella mente del paziente, allora l’esperienza relazionale terapeuta-paziente è in grado di modificare, correggere e trasformare quelle modalità difensive per farle evolvere in modalità relazionali più adeguate ai suoi bisogni attuali. La relazione terapeutica autentica è la protagonista, fondata su ascolto, empatia e rispetto.